Ecco la settima parte del libro VEDERE

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La mobilità di testa e occhi
• Partite dalla posizione da seduti che M. Feldenkrais ha descritto così nel suo libro Conoscersi attraverso il movimento: “Sedetevi sul pavimento. Sostenetevi con la palma della mano destra a terra. La gamba sinistra è stesa all’indietro, con il lato interno rivolto verso il pavimento, in modo che il piede sinistro appoggi sul lato interno. Piegate la gamba destra in modo che il polpaccio destro sia orizzontale davanti all’addome e la pianta del piede destro tocchi la coscia sinistra in prossimità del ginocchio».
• Sollevate il braccio sinistro leggermente piegato circa all’altezza del mento. Ora ruotate busto, braccio e testa verso destra, mentre gli occhi sono rivolti verso un punto fermo sul muro, cioè non seguono il movimento.
Eseguite l’esercizio dolcemente e lentamente. Poi abbassate il braccio e fate una pausa. ri
• Ora, provate a controllare se il raggio di torsione è aumentato. Se il braccio alzato trema, significa che avete impiegato inutilmente una dose eccessiva di forza e di volontà. Percepite le sensazioni che vi vengono dalla nuca e dagli occhi.
IL quadrante 
• La posizione di partenza è quella sul dorso che M. Feldenkrais utilizza per molti dei suoi esercizi : distesi su una superficie confortevole, con le ginocchia sollevate, le piante dei piedi distese a terra; le braccia sono abbandonate ai lati del corpo.
• Sentite il vostro respiro e ‘controllate’ tutte le parti del corpo: qual è la posizione dei talloni, dei polpacci, del bacino, del torace, della nuca, della parte della testa appoggiata al pavimento?
• Sollevate leggermente il bacino in modo che si formi un arco.
• Immaginate di aver applicato alla parte inferiore del dorso il quadrante di un orologio: le ‘sei’ sono sul coccige, le ‘dodici’ sono più in alto, sulla colonna vertebrale, le ‘tre’ sull’anca destra, le ‘nove’ sull’anca sinistra. Ora, lentamente e delicatamente, sollevate il bacino in modo da alzare e riabbassare ciascuna ‘ora’ dieci volte. In ogni intervallo fra i dodici esercizi, riposatevi sempre con gli occhi chiusi.
Procedete con calma: se finalizzato alla prestazione, l’esercizio non serve .
• Sentite se dopo l’esercizio la regione del bacino è diventata sorprendentemente calda e rilassata e se i vostri occhi sono più grandi e mobili.
Rilassamento per gli occhi e il cervello 
Nel caso dobbiate ingannare un breve periodo di attesa, ecco un esercizio perfettamente adatto a essere eseguito senza farsi notare dagli altri.
• Sedetevi rilassati con le mani appoggiate aperte in grembo, le palme rivolte verso l’alto.
• Immaginate di muovere un pennello partendo dall’estremità superiore della colonna vertebrale, passando sulla sommità del capo e scendendo verso la gola, fino alla laringe. Continuate a pennellare e spostatevi a ogni pennellata un po’ più verso l’esterno, verso l’orecchio. Alla fine arriverete all’orecchio compiendo l’ultima piccola pennellata. Lasciate accadere questo movimento immaginario molto lentamente, mentre il vostro respiro scorre dell’esercizio. Poi aprite le palpebre e osservate l’ambiente in cui vi trovate, senza valutarlo, registrandolo solamente. L’immagine è fresca e plastica?
• Andate davanti a uno specchio e guardate con attenzione entrambi i vostri occhi. Notate le sensazioni che vi vengono dai due lati della testa.
La bioenergetica
L’avvocato Alexander Lowen nel 1940 conobbe Wilhelm Reich, lo psicanalista austriaco emigrato negli Stati Uniti che per primo aveva attribuito all’attività fisica un’influenza determinante sullo sviluppo psichico dell’individuo.
W. Reich parlava di corazze muscolari che circondavano il corpo stringendolo in modo tale da bloccare il libero flusso dei sentimenti. Se queste corazze si fossero sciolte, sosteneva W. Reich, la carica energetica del corpo avrebbe subìto necessariamente un processo di armonizzazione, esercitando un influsso positivo anche sullo spirito. Le esperienze successive gli diedero ragione.
A. Lowen, discepolo di W. Reich e più tardi egli stesso psicanalista, dalle ipotesi relativamente poco ortodosse del suo docente sviluppò un metodo di terapia fisica con forti riferimenti alla psiche. Essa fece la sua marcia trionfale attraverso gli Stati Uniti e poi anche l’Europa, con il nome di ‘bioenergetica’. A. Lowen stesso definisce la bioenergetica “l’avventurosa scoperta di sé». “Essa vuole” scrive egli in uno dei suoi testi fondamentali “aiutare le persone ad aprirsi alla vita e all’amore. Non è un compito semplice. Il cuore è protetto dal suo bastione osseo, la cassa toracica, e chi gli si vuole avvicinare deve superare forti barriere psicologiche e fisiche. Se vogliamo raggiungere questo obiettivo, dobbiamo comprendere questi meccanismi di difesa e lavorare su di essi.”
A. Lowen, che vede l’individuo come strettamente legato al suo ambiente, definisce “punti periferici di contatto con il mondo” gli occhi, le mani, i piedi e gli organi sessuali. Alla base di molti esercizi di bioenergetica sta la ‘messa a terra’. Essa rompe i blocchi del flusso dei sentimenti verso questi punti di contatto e migliora la carica psichica a livello generale. Soprattutto gli occhi si caricano di energia, un fatto che migliora la capacità visiva.
Poiché A. Lowen ritiene che lo scambio di sguardi fra le persone sia importante dal punto di vista esistenziale, considera la “luminosità e brillantezza degli occhi”, conseguenza degli esercizi di bioenergetica, un messaggio per il mondo. Esso sollecita risposte altrettanto positive, che ritornano a chi lo ha ‘inviato’, rinforzando ulteriormente la carica energetica del soggetto.
La bioenergetica è, fra i quattro metodi presentati, quello che agisce nel modo più persistente, particolarmente sul piano inconscio della rimozione. Perciò è possibile che si scatenino reazioni emotive molto forti.
Attenzione potete eseguire l’esercizio di respirazione e gli altri esercizi, la ‘messa a terra’, ‘scalciare via le aggressioni’ e ‘cadere’, solo se vi potete definire emotivamente stabili, avete una certa conoscenza del vostro corpo e siete piuttosto atletici. Ai lettori che non hanno alcuna esperienza di terapia, specialmente ai più anziani, è consigliabile iniziare la pratica della bioenergetica con cautela, frequentando un corso di gruppo.
L’esercizio di respirazione di Wilbelm Reich
Il termine ‘esercizio’ in questo caso non è molto calzante. Non si tratta di un esercizio vero e proprio, in cui si pratica qualcosa, ma piuttosto dell’utilizzo del respiro per individuare e sciogliere quei blocchi psicologici che, sotto forma di irrigidimenti muscolari, hanno cercato e trovano la loro espressione fisica.
Per eseguire questo esercizio di respirazione è meglio che siate soli, o almeno in compagnia di persone con cui siete in rapporto di estrema confidenza, perché è molto, molto importante che non vi sentiate assolutamente in obbligo di soffocare l’eventuale impulso di emettere un gemito, un sospiro o qualsiasi altro suono che vi salga in gola e cerchi di uscire dalla vostra bocca.
Avvicinatevi in maniera ‘dolce’ a questo esercizio, pieni di amore e profonda comprensione per voi stessi.
I sospiri che avete soffocato, i lamenti pieni di malinconia che avete sempre nascosto anche a voi stessi, le lacrime che non avete mai potuto versare, tutto ciò vi può opprimere fortemente. Concedetevi questo sfogo. All’inizio si tratta solo di lasciare che tutto accada spontaneamente; non è altro che riconoscere quanto siete diventati ‘duri’, in quale misura vi siete imposti dei paraocchi, per non guardare i vostri bisogni fondamentali, con tutte le loro innumerevoli sfumature. credendo che non avessero diritto di esistere.
• Stendetevi comodamente su una superficie morbida, anche sul letto se vi fa piacere. Allungate le gambe rilassandole, piegate le ginocchia e appoggiate le piante dei piedi.
• Respirate con la bocca con un ritmo naturale, senza ansimare. Le mascelle possono rilassarsi e aprirsi. Il respiro gonfia il petto e l’addome, fluisce con un suono leggero che presto diventa un lungo lamento.
• Sentite tutto il vostro corpo, sentite il campo di energia che lo circonda e individuate la posizione degli anelli formati dall’irrigidimento muscolare. Registrateli dicendo: «Ah, eccolo qua», niente altro. Con il tempo inizierete a lavorare su di essi.
• Lasciate che affiorino alla mente tutti i pensieri, le immagini e i sentimenti che vogliono mostrarsi. Non prendete posizione, ancora, registrate solamente. Non vi può succedere niente di spaventoso, se vi trovate al sicuro nella vostra stanza, sul vostro letto. Se emergono sentimenti di paura, si tratta finalmente della paura che prima reprimevate, oppure della paura di non saper affrontare le parti sconosciute del vostro lo e di non poter vivere senza le vostre corazze e la vostra razionalità. È solo il cerchio della fiaba del principe ranocchio, che si allenta scricchiolando ed è pronto a cadere, se davvero lo volete.
• Terminate l’esercizio quando vi sembra che per questa volta sia abbastanza. Chiudete la bocca, ora respirate silenziosamente con il naso e aprite gli occhi. Probabilmente vedrete ciò che vi circonda e che ben conoscete sotto una luce diversa, più chiara.
Rimanete ancora un momento piacevolmente distesi.
La ‘messa a terra’ bioenergetica
• Mettetevi in piedi con le gambe leggermente divaricate, le dita dei piedi rivolte un poco verso l’interno.
• Abbandonatevi a una certa sensazione di pesantezza. State veramente ‘con i piedi ben piantati per terra’, come vuole il detto popolare.
• Per un momento lasciate andare e venire il respiro liberamente, come vuole, e non vi fate sopraffare da alcun pensiero che si voglia insinuare.
• Ora piegatevi in avanti, fino a toccare il pavimento con la punta delle dita delle mani.
• Sollevate leggermente i talloni da terra e flettete un poco le ginocchia in avanti. Presto cominceranno a tremarvi le gambe: non impeditelo. Lasciate che questo tremore si impadronisca di tutto il vostro corpo, mentre fate entrare in voi il respiro attraverso la bocca e lo fate uscire con un gemito. Il tremore potrebbe aumentare di intensità arrivando a scuotere leggermente tutto il corpo. Non ci sono più pensieri conseguenti. Per un breve attimo voi siete completamente il vostro corpo, siete solo sentire e percepire. Avete mai osservato un cane o un cavallo che si scrollano? E che aria soddisfatta hanno poi?
• Quando si è esaurita l’ondata di tremore, alzatevi di nuovo: vi sentirete benissimo e pieni di voglia di fare, saldi a terra e caricati.
Imparare a cadere
La maggior parte delle persone teme di perdere il controllo del proprio corpo e, con esso, di sé in generale, perciò ha soprattutto paura di cadere anche quando è sicura di non farsi male. Quest’idea è il punto focale del lavoro di A. Lowen. “Lasciati andare» si sollecita in numerose terapie, ma nella bioenergetica lo si fa davvero. Il corpo impara che cosa significa cadere e la mente sperimenta che questa caduta equivale a lasciare dietro di sé determinati comportamenti coatti. Quanto c’è di nuovo può essere così ‘visto’ e accettato.
•             Preparate sul pavimento una coperta spessa e morbida.
•             Mettetevi in piedi a un’estremità di questa coperta, con il viso rivolto verso di essa, in modo che, cadendo, possiate sdraiarvici sopra.
•             Lasciate fluire il respiro e calmate la mente.
•             Flettete bene una gamba all’altezza del ginocchio e caricatela con il peso del vostro corpo, mentre tenete appoggiato al pavimento l’alluce dell’altro piede, solamente per mantenere l’equilibrio. Concentratevi intensamente per rimanere in piedi su questa gamba senza cadere.
Dopo un certo periodo di tempo più o meno breve, a seconda del vostro allenamento, la gamba e successivamente tutto il corpo cominceranno a tremare. Dite o gridate ciò che vi preme: “Voglio rimanere in piedi», oppure: “Non voglio cadere». A. Lowen stesso ha sperimentato che i pazienti spesso gridano: “Devo farcela». Eppure verrà il momento in cui cadrete.
• Lasciatevi trasportare dai vostri sentimenti, una volta distesi sulla coperta.
• Ripetete l’esercizio ancora due o tre volte, se credete che questa ‘rottura’ possa essere utile.
• Infine, rimanete distesi sulla coperta e cercate di ricordare, registrando senza giudicare, le vostre sensazioni prima e dopo la caduta. È importante liberarsi dalla paura, perché si potrebbe perdere il controllo di sé. Essere liberi di prendere ciò che deve venire fra un istante dona vivacità e mobilità agli occhi. Ora potete vedere anche negli angoli nascosti.
‘Scalciare via’ le aggressioni
Questo è un esercizio di bioenergetica che allo stato attuale può essere di ulteriore aiuto. Conosciamo il modo di dire “Con rabbia cieca», a volte leggiamo in qualche libro “La collera lo accecava», oppure sentiamo parlare di “Un accesso di cieco furore».
In realtà, i miopi sono meno interessati da questo problema, proprio perché hanno semplicemente imparato ad ‘ammortizzare’ le irruzioni dei sentimenti servendosi del linguaggio organico degli occhi. Se affiorano reazioni violente finora sconosciute è quindi piuttosto un motivo di soddisfazione.
Infatti questo esercizio è adatto a coloro che trovano finalmente il modo per sfogare la rabbia, che generalmente non è altro che un impatto senza speranza.
Gli altri, che imparano lentamente a scoprire i propri sentimenti, con questo esercizio li possono affrontare direttamente, in maniera dinamica, senza dover ‘mandare giù’. Si interrompe così il processo di repressione.
• Stendetevi su una coperta con il dorso a terra.
Il respiro fluisce mentre questa volta affrontate i vostri pensieri e tentate di rivivere la percezione di ciò che vi ha ‘offeso’ e di identificare contro che cosa è essenzialmente diretta la vostra collera.
• Sollevate le gambe e incominciate a scalciare nell’aria. ‘Imprecate’ per bene mentre lo fate, gridate contro i vostri aggressori e lasciate libero sfogo a ciò che dentro di voi preme per uscire.
• Può essere che riconosciate improvvisamente che eravate proprio voi ad aver provocato l’offesa. Quando ve ne rendete conto (magari lo sapevate già prima di iniziare l’esercizio) è tempo di ripulirsi.
• Sferrate calci nell’aria più forte che potete e gridate parole liberatorie come “Via, via» oppure “Fuori, fuori». In questo modo, i disturbi presenti nel vostro campo di energia, attraverso le gambe e il respiro, escono dal vostro corpo. Alla fine sarete ‘senza fiato’, ma intimamente calmi e rilassati.
• Rimanete ancora un momento distesi e continuate a percepire questa condizione. Che cosa si era instaurato in voi, che vi è diventato evidente a causa di una contrarietà giunta dall’esterno?
Lo yoga
I tre metodi di rilassamento descritti nelle pagine precedenti sono figli del nostro secolo. La loro evoluzione è diventata possibile quando la nostra cultura, dopo un periodo di netta separazione, ha recuperato il concetto dell’unità di corpo, mente e anima. Almeno nei casi di W. Reiche e M. Feldenkrais, è noto che nelle loro concezioni è confluita l’antica consapevolezza asiatica dell’unità di uomo e cosmo e di un’energia attiva in tutto l’universo.
Questa conoscenza è stata applicata nel concreto con l’insegnamento degli yogi. La disciplina dello yoga contiene anche il metodo per interiorizzare tale conoscenza e per evolversi fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Nelle Upanishad e nella Bhagavad-Gita, i grandi testi della saggezza indiana, sono indicate istruzioni sia esoteriche sia di tipo prettamente pratico. È un dato che lo yoga veniva già praticato almeno intorno al 3000 a.c. come via dell’evoluzione globale dell’individuo. Il corpo, la mente e l’anima devono, compenetrandosi a vicenda, avvicinarsi alla luce della rivelazione. Yoga significa letteralmente ‘unione’. Lo yoga comprende esercizi di respirazione (pranayama), fisici (asana) e di meditazione, che si svolgono in gran parte da seduti.
Esiste una pedagogia dello yoga che si adatta molto bene alle condizioni fisiche e psichiche dell’uomo occidentale. L’obiettivo della disciplina yoga di dare all’individuo la possibilità di riconoscere quanta parte della sua vita sia in realtà solo inganno e illusione (maya), e di aiutarlo a liberarsi da essi, è lo stesso che troviamo anche nei metodi occidentali della consapevolezza di sé e del rilassamento.
Ci rendiamo conto che siamo noi stessi a limitarci, a circoscrivere volontariamente l’immagine che abbiamo di noi e del nostro ambiente. La differenza fra lo yoga e le tecniche occidentali consiste nell’obiettivo finale dello yoga che, se praticato con concentrazione e con il corretto atteggiamento interiore, porta a una ‘lucidità mentale’ che per un buddista o un indù è un processo di importanza vitale.
In Oriente, la sofferenza dell’anima dell’individuo ha un valore diverso che da noi, poiché viene identificata a priori come ‘illusoria’. La pratica dello yoga non porterà mai dunque a manifestazioni violente o ad accessi emotivi, mentre nella bioenergetica, per esempio, è proprio questo l’intento che si vuole raggiungere.
Orari per gli esercizi

I momenti più adatti per praticare lo yoga sono la mattina prima di colazione e la sera prima di cena o prima di coricarsi. Dovete lasciar trascorrere almeno tre ore dopo il pasto prima di eseguire gli esercizi, perché a stomaco pieno siete pesanti e l’esercizio richiama verso gli organi periferici troppa energia, che invece deve essere utilizzata per la digestione.

Il rilassamento completo
• Stendetevi a terra sul dorso, con le gambe leggermente divaricate, le punte dei piedi rivolte verso l’esterno, le braccia abbandonate lungo i fianchi, le palme delle mani rivolte verso l’alto in segno di apertura interiore; gli occhi sono chiusi, le palpebre rilassate.
• Ora seguite con la mente il vostro respiro: l’inspirazione, dall’ombelico alla gola, l’aria che riempie il vostro corpo dall’addome agli apici dei polmoni; poi l’espirazione, dalla gola all’ombelico, mentre la cassa toracica si svuota e l’addome si abbassa di nuovo.
• Fate attenzione alle reazioni del vostro corpo soprattutto durante respirazione. Quest’ultima deve essere più lunga dell’inspirazione, con un rapporto di due terzi a un terzo: per farvi un’idea, potreste contare «uno, due» e poi «uno, due, tre». • Eseguite questo esercizio con calma e, dopo averlo terminato. non rialzatevi improvvisamente, ma giratevi prima su un fianco, sedetevi e poi alzatevi.
Tre asana
Queste tre posture eseguite una volta il giorno migliorano la circolazione e la mobilità della schiena e del collo: di conseguenza, ne traggono beneficio gli occhi. Tutte le posture andrebbero mantenute per alcuni minuti (massimo cinque).
Attenzione Se avete la pressione alta, una sindrome che interessa le spalle o il collo, e siete soggetti a giramenti di testa. non dovete mai praticare lo yoga da soli. Frequentate un corso, affidandovi a un insegnante esperto che proceda con cautela.
L Aratro
• Partendo dalla posizione sul dorso, sollevate lentamente le gambe, portandole in alto e dietro la testa, fino a toccare il pavimento con le punte dei piedi. Le braccia rimangono distese a terra. Ogni volta che fate questo esercizio, tentate di portare la schiena sempre un po’ più in alto .
• Dopo l’esercizio, ‘srotolate’ lentamente la colonna vertebrale, fino ad appoggiare di nuovo le gambe distese sul pavimento.
Posizione dell’Occidente
• Sedetevi a terra con il busto eretto e le gambe distese. Dovete sentire il contatto del pavimento contro le tuberosità ischiatiche.
•             Inspirando, alzate le braccia avvicinandole alla testa.
•             Espirando, piegate in avanti il busto e le braccia, che continuate a mantenere ai lati della testa; dovete flettervi a fondo, oltre il bacino. In questa posizione si distendono le vertebre lombari. Quando sarete allenati, riuscirete ad appoggiare il petto alle gambe. Le punte dei piedi rimangono rivolte verso l’alto durante tutto l’esercizio.
Posizione sulle spalle
Si intende la posizione della Candela, che probabilmente conoscete da quando facevate ginnastica a scuola.
• Uscite dalla posizione sul dorso sollevando in alto le gambe e appoggiando il corpo solo sulle spalle, fino a formare una colonna. Con le mani sostenete il torace.
• Se avete problemi alle vertebre cervicali, è meglio che prima proviate la ‘mezza Candela’: in questa posizione la parte superiore del busto rimane appoggiate a terra.
Nella posizione sulle spalle si vede il mondo dal basso, vale a dire con un’angolazione opposta alla solita. Se scegliete un mantra (vedi il sottoparagrafo ‘Il mantra funziona da amplificatore’), come: “Vedo tutto diversamente», potete rafforzare l’effetto di questa nuova, sorprendente visione.
Se siete già avanti negli anni e volete rimanere elastici, fisicamente e psichicamente, lo yoga è un metodo eccellente. Si tratta di operare delle variazioni facili da eseguire e sulle quali si può lavorare per gradi. Un corso presso una palestra o una scuola di yoga è fortemente raccomandabile.
Esercizi di riscaldamento 
Ecco alcuni esempi di come ci si può ‘riscaldare’ e una variazione della posizione dell’Occidente.
• In piedi o seduti su una sedia stabile stendete le braccia in avanti, Espirando, ruotate la testa e il corpo (se siete seduti, ruotate il busto, a partire dalle anche) verso destra. Inspirando ritornate al centro, per eseguire successivamente lo stesso movimento verso sinistra.
Fate attenzione a muovervi lentamente e con cautela, accompagnando l’esercizio con una respirazione dolce e lenta.
•Mettetevi in piedi con le gambe leggermente divaricate e le braccia lungo il corpo. Espirando spostate il bacino verso destra, mentre inspirate riportatelo al centro e, espirando, spostatelo verso sinistra.
Ripetete l’esercizio dieci volte, poi fate una pausa, durante la quale muoverete qualche passo lentamente.
• Sempre stando in piedi, con le gambe leggermente divaricate, alzate le mani sopra la testa. Espirando piegatevi verso destra in modo da stirare il lato sinistro e inspirando tornate alla posizione di partenza. Poi, sempre espirando, ripetete la flessione dall’altra parte.
• Sedetevi su una sedia stabile e fate fluire il respiro mentre si allontanano le eventuali tensioni. Ora piegatevi in avanti espirando, partendo dal bacino e stendendo la regione lombare, fino a toccare con le mani il pavimento. Trattenete un momento il respiro e rialzatevi lentamente inspirando.
Eseguite questa variante della posizione dell’Occidente tre volte; alla quarta, quando siete arrivati a terra con le mani, usatele entrambe per afferrarvi un piede.
Distendetevi in avanti mantenendo la presa e poi, per quanto possibile, verso l’alto. Ripetete con l’altra gamba. Fate questo esercizio con atteggiamento positivo, anche se al principio ‘tira’ un po’.
Se vi eserciterete regolarmente non sentirete più alcun fastidio e acquisterete sempre maggiore elasticità.
I classici esercizi per gli occhi
Palming
Si deve praticare assolutamente il palming ogni volta che si esegue qualche esercizio per gli occhi, ma è utile praticarlo con una certa frequenza anche senza eseguire altri esercizi: riposa la vista e protegge dall’affaticamento dovuto al lavoro.
• Stendete le mani sugli occhi, tenendo le dita unite e le palme leggermente concave. I polpastrelli devono toccare la fronte e i lati esterni delle mani, dalla parte dei mignoli, devono venirsi a trovare a lato del naso. In questo modo gli occhi si trovano in uno spazio cavo e oscuro che esclude il mondo esterno: ora sono liberi di guardare verso l’interno e di attingere alla grande forza insita in loro.
Il termine palming fu coniato da W.H. Bates da palm, la ‘palma della mano’. Se avete le mani felici, ogni volta che praticherete il palming riuscirete a offrire una piccola pausa di recupero anche alla vostra mente, spesso sottoposta a un’eccessiva tensione.
L’oscillazione lunga(long swinging)
• Mettetevi in piedi con le gambe leggermente divaricate e i piedi ben aderenti al pavimento .
• Lasciate fluire il respiro, finché la tensione quotidiana non si allenta.
• Incominciate un’oscillazione lenta compiendo, a partire dal bacino, una mezza rotazione verso sinistra e quindi verso destra, senza che le braccia o la testa eseguano autonomamente lo stesso movimento, amplificandolo. Gli occhi accompagnano dolcemente l’oscillazione (swinging in inglese). Le palpebre sono rilassate. Non fissate gli occhi su un punto, perché così blocchereste il movimento; non lasciate nemmeno che l’oscillazione avvenga in modo automatico.
Mantenete la percezione di questo esercizio e dei successivi. Quali sono gli effetti sul vostro corpo e sui vostri occhi?
L’oscillazione brevedi Lisette Scholl
• Sedetevi su una sedia con i piedi diritti sul pavimento e il busto eretto.
•             Lasciate fluire il respiro.
•             Immaginate di avere un pennello sulla punta del naso con il quale dipingete la stanza e gli oggetti che essa contiene, muovendo il corpo avanti e indietro regolarmente. Di quando in quando, aprite gli occhi e registrate stralci di immagini; dopo aver richiuso le palpebre, ricordate ciò che avete visto. Anche queste immagini ricordate verranno poi dipinte con l’immaginazione. Scegliete i colori che preferite. Non lasciatevi cullare dal movimento regolare.
• Cercate di verificare se la vostra capacità di visualizzazione aumenta. Esercitatevi nel ricordare un’immagine anche ‘solo così, semplicemente’. Facendolo, favorirete la coordinazione occhi-cervello.
• Interiorizzate un’immagine precisa: il panorama che si vede dalla finestra, una veduta durante una gita; chiudete gli occhi e recuperate questa immagine riportandola davanti al vostro occhio interiore.
Gli individui che riescono a restituire le immagini della memoria con la massima precisione vengono definiti ‘eidetici’. Il vocabolo deriva dal termine greco eidetikos(dalla radice eid. ‘vedere’) e si riferisce alle esperienze visive e soggettive dell’immagine, vale a dire un processo di tipo prettamente psicofisico.
Zooming
Questo esercizio migliora la capacità di accomodazione degli occhi, vale a dire la loro facoltà di mettere a fuoco gli oggetti posti a una determinata distanza (vedi le foto in alto).
• Chiudete con una mano l’occhio appartenente al lato opposto del corpo (tenete la mano leggera, senza toccare il bulbo oculare). Tenete l’altra mano all’altezza degli occhi, con il braccio teso, come se voleste leggervi qualcosa.
• Successivamente, avvicinate lentamente la mano all’occhio aperto, osservando le variazioni (la maggiore o minore acuità visiva). Può esservi di aiuto disegnare un punto alla base del pollice.
• Ora allontanate la mano rapidamente, riportandola alla posizione di partenza.
Eseguite questo esercizio solo qualche volta, perché è molto faticoso per gli occhi. Dopo, sentite come i bulbi oculari si muovono liberamente nella loro sede.
La fusione dei pollici
Questo esercizio serve a mantenere in forma i muscoli degli occhi . È importante che gli occhi siano in grado di lavorare bene insieme, in modo da poter mettere a fuoco facilmente e rapidamente gli oggetti posti a distanze diverse.
• Da seduti o in piedi, portate le braccia leggermente piegate in avanti e alzate i pollici tenendoli vicini e paralleli. Le mani sono chiuse a pugno, le nocche si toccano quasi.
• Per la durata di un paio di respirazioni, guardate i pollici, poi allontanate una delle due mani dal corpo, per sfasare i campi visivi. Il vostro sguardo si alternerà dirigendosi prima sul pollice più vicino e poi su quello più lontano.
• Alla fine, comparirà un terzo pollice ‘fantasma’. Giocate con questa nuova presenza, visualizzandola in posizioni diverse. Con un po’ di esercizio, riuscirete a trattenere l’immagine del pollice ‘fantasma’ per un minuto, escludendo completamente i pollici veri.
‘Lampi’ davanti a una lampada o al sole
•             Sedetevi al sole o davanti a una lampada dalla luce chiara.
•             Tenete le mani l’una davanti all’altra con le dita bene aperte all’altezza degli occhi. La distanza dagli occhi deve essere di circa dieci centimetri.
• Tenete gli occhi aperti e muovete le mani su e giù, come se apriste e chiudeste le tapparelle. Avrete l’impressione di vedere dei lampi colorati.
Anche questo esercizio non deve essere eseguito a lungo, per non stancare troppo gli occhi. Constaterete un aumento della capacità visiva molto rapido, anche se non sempre persistente.
Il bagno di sole (sunning)
• Offrite al sole i vostri occhi chiusi per un certo periodo di tempo.
• Voltate la testa dall’altra parte e guardate il cielo evitando di dirigere lo sguardo verso il sole, in modo da percepirne il chiarore senza vederlo direttamente. Godete della luminosità del cielo.
•             Chiudete gli occhi e rivolgetevi di nuovo verso il sole.
•             Ora aprite e chiudete gli occhi parecchie volte.
•             Eseguite questi movimenti senza sforzo e senza coinvolgere i piccoli muscoli intorno agli occhi. Fate come di solito, quando volete proteggere gli occhi dalla luce.
Questo esercizio, eseguito per un breve lasso di tempo, non danneggia gli occhi, anzi ne favorisce la funzione e la capacità di adattamento all’irraggiamento luminoso diretto. In fondo, anche la vostra mente ricerca la chiarezza: non chiudete gli occhi davanti alla luce, abbiate il coraggio di fare luce anche nei punti oscuri.

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