L’aspetto mentale della visione

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Correva l’anno 1942 e un certo Aldous Huxley pubblicò in America e poi in Inghilterra un libro illuminato dal titolo “L’arte di vedere” . Ora in Italia è pubblicato  nella piccola biblioteca di Adelphi.
Lo consiglio a tutti i miei pazienti e ogni volta che lo apro trovo sempre conferme al mio lavoro quotidiano .
Oggi l’ho aperto sul  capitolo XIII che spiega chiaramente e  semplicemente il collegamento fra occhi e mente, tra corpo e mente ….argomento ancora sottaciuto e mai sufficientemente spiegato dagli addetti ai lavori a tutti coloro che manifestano un calo della vista , o anche semplicemente un cambiamento o addirittura una patologia che si manifesta a carico del sistema visivo. 
Ve ne cito alcuni pezzi e vi invito naturalmente a leggerlo quanto prima, sarà fonte di scoperte straordinarie 
Da “L’arte di Vedere” 
“”Gli occhi ci forniscono le impressioni visive che costituiscono il materiale grezzo della vista. la mente prende questo materiale e ci dà il prodotto finito, cioè la normale visione degli oggetti esterni. 
Quando la vista è anormale, il difetto può essere dovuto a cause che appartengono all’una o all’altra delle due grandi categorie, la fisica e la mentale. 
Gli occhi, o la parte del sistema  nervoso ad essi collegata, possono incorrere in danni accidentali o essere affetti d malattia, nel qual caso i materiali grezzi della visione vengono eliminate alla sorgente.
Oppure, a causa delle tante possibili perturbazioni psicologiche, può indebolirsi l’efficienza della mente, come interprete dei sensa grezzi. In tal caso diminuisce anche l’efficienza dell’occhio  come apparato sensorio, perché il complesso psicofisico umano è una singola unità e ogni disfunzione psicologica si traduce in disfunzione fisiologica “
Huxley prosegue  parlando del comportamento degli oculisti che si “accontentano ” di fornire delle grucce preziose che sono le  lenti
Agiscono così solo  sull’organo sensoriale  e trascurano la mente che seleziona, percepisce e vede !
Prosegue Huxley dicendo chiaramente : 
“”Nel Metodo di Rieducazione sviluppato dal dr. Bates e dai suoi seguaci (!)si accorda la dovuta attenzione non soltanto all’organo che fornisce i materiali grezzi ma anche alla mente che dà il prodotto finito “”
 Tra i fattori psicologici che ostacolano la mente  nel suo lavoro di interpretazione, alcuni hanno stretta attinenza col processo percettivo e visivo, altri no. Nell’ultima categoria rientrano tutte quelle emozioni negative che sono così ricca sorgente di disfunzione e anche di malattie organiche in ogni parte del corpo, compresi gli occhi”
e prosegue
…………”Quando sull’io cosciente gravano con peso eccessivo emozioni come il timore, la collera, la preoccupazione, l’afflizione, l’invidia , l’ambizione, allora l mente e il corpo soffrono insieme” 
……
“E’ letteralmente vero che si diventa “ciechi di rabbia”, che la paura “fa vedere tutto nero”  o “fa ballare tutto ” dinanzi agli occhi !, che l’angosica può ottundere al punto di ridurre la vista o l’udito, con conseguenze pratiche spesso gravi “

A questo punto penso di avervi incuriosito abbastanza sui contenuti incredibilmente moderni di questo prezioso libro della piccola biblioteca di Adelphi…..ricordate è stato pubblicato negli anni 40 e ancora oggi pochissimi parlano dell’intima connessione tra vista ed emozioni….. 
Resto in attesa delle vostre sensazioni e vi auguro buona lettura !