Condividere

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Ebbene si , proprio io che faccio un lavoro così connesso con il comunicare attraverso lo sguardo ………. proprio io che predico tanto sulla buona comunicazione che inizia con un sorriso e con uno sguardo franco e amichevole…ebbene proprio io  sono mesi che non riesco a comunicare con  i miei lettori ! 

Abbiate pazienza …ho tante cose da raccontarvi ….ho tante consapevolezze da trasferire su queste pagine che tanti di voi leggono  giornalmente ...il fatto è che ho proprio tanto da fare  e alla fine della mia giornata ho proprio bisogno di andare a vedere le rondini che volano in cielo ….fanno il girotondo intorno agli alberi …ho bisogno di vedere i tramonti  e le forme delle nuvole in cielo …..
Sarà per questo che continuo a vederci bene ? sarà per questo amore per la natura e per il mondo che mi circonda….nonostante tutto ?  Sarà perché  sono così curiosa di osservare con amore  un fiore che sboccia e sentire il suo profumo ? Sarà che guardo il mondo con sguardo “carezzevole” ?
Forse tutte queste cose insieme e anche la gioia di poterle condividere……

Condividere o meglio la capacità di condividere rappresenta un aspetto veramente importante nella nostra vita ……e per la nostra vista ….nel mio lavoro esorto spesso  i miei pazienti , piccoli e grandi , a condividere  qualcosa con me …..

Ad esempio chiedo di condividere “le impressioni” sul lavoro  che fanno per il loro nuovo modo di vedere   .sul percorso , sulle esperienze che li porta a scoprire in se stessi  capacità perdute o meglio “credute perdute ” 

Ormai da tempo amo definire il mio percorso terapeutico proprio come un viaggio alla scoperta della vista perduta e della  consapevolezza delle proprie capacità ……

Oggi voglio portarvi  l’esempio di una bimba miope  che  ho visto solo un mese fa e che ha passato nella mia “palestra degli occhi”  solo un’ora…

In  quell’ora le avevo fatto sperimentare un nuovo modo di usare lo sguardo….le ho fatto “sentire” che stava “fissando” il mondo intorno a se….
Le ho insegnato a  utilizzare il suo sguardo come una carezza  intorno alle cose  …..muovendo i suoi occhi  dolcemente e continuamente …….
Le ho fatto pensare che l’occhio è un organo “accogliente” proprio per aiutarla a “sentire”  che accogliere l’immagine, accogliere il colore e la luce significa vedere meglio 
Le ho fatto abbandonare l’atteggiamento di “voler afferrare l’immagine” e soprattutto abbiamo compreso che lo “sforzo” impiegato per fare tutto ciò era veramente  “fatica sprecata” 
Le ho trasferito la consapevolezza che il movimento si può sostituire alla fissità rivelando un mondo più colorato, più luminoso e tridimensionale

Ebbene questa mattina, dopo quasi un mese ,  l’ho vista di nuovo  e mi ha detto subito :”ci vedo meglio” …era quindi molto contenta….anche se dopo avermi comunicato “quanto dovuto” …..non trovava le parole per dirmi cosa “sentiva” e come aveva  utilizzato i nuovi “strumenti” che le avevo dato per ottenere i suoi risultati …..

Come mai ? semplice ….non è abituata a “raccontare”…a esprimere le proprie emozioni e i sentimenti ….è abituata a  trattenere ……anche le cose belle …..
Forse temeva di non essere in grado, forse temeva di non essere abbastanza brava ..forse si “sentiva” interrogata come a scuola …..si sentiva in attesa di giudizio ….
Conoscete bene questa sensazione ?
Raccontare invece è una pratica straordinaria per aiutare  i nostri bambini a crescere con la  capacità di “vedere” dentro se stessi e portare “fuori” il vissuto quotidiano ….
Vedere bene dentro di noi consente di vedere meglio “intorno ” a noi 
Condividere quindi con semplicità  i fatti della giornata sia quelli belli sia quelli brutti e direi soprattutto quelli brutti …
Sono proprio quelli brutti o “percepiti” come tali  che si possono “annidare” negli occhi e contribuire a quel “blocco oculare energetico ” che genera la cattiva vista , gli strabismi , gli astigmatismi e altro  ancora…
Facciamo diventare il racconto un piacevole momento “insieme” ai  nostri bambini ma anche per gli adulti è una necessità assoluta imparare a condividere  e “alleggerire” i pesi che ci portiamo nel cuore troppo spesso in solitudine ….. 




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