Mindsight, la nuova scienza della trasformazione personale di Daniel J.Siegel

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Ho avuto la fortuna di conoscere Daniel J. Siegel e di frequentare un suo workshop. 
Ho letto diversi libri di questo fantastico terapeuta e desidero condividere con voi parte di  un piccolo capoverso dell’epilogo del libro indicato nel titolo di questo post 

“Me vs loro” 
Oggi possiamo finalmente identificare, in modo scientifico, le dimensioni neurali della nostra ristretta definizione di sé.
Quando i nostri circuiti della risonanza sono attivati, possiamo sentire i sentimenti di un altro individuo e creare una mappa corticale che ci porta a comprendere cosa sta succedendo nella mente dell’altro – perchè è come la nostra – e la nostra mente e il nostro cervello attivano il meccanismo della mingsight. 
Togliamo il tappo alla nostra lente interna e diamo  uno sguardo profondo al volto dell’altro, per vedere la mente che giace sotto il suo viso. Ma se non riusciamo a identificarci con qualcun altro, questi circuiti della risonanza si bloccano, vediamo gli altri come “loro” piuttosto che come “noi” . Non attiviamo proprio i circuiti di cui abbiamo bisogno per vedere un’ altra persona come qualcuno dotato di una vita mentale interiore. Questo blocco dei circuiti della compassione può essere una spiegazione della storia violenta della nostra specie. Senza la mindsight, le persone diventano oggetti, piuttosto che soggetti con menti come le nostre, degne di essere rispettate e persino conosciute. In condizioni di minaccia possiamo distorcere ciò che vediamo negli altri, proiettare le nostre paure sulle loro intenzioni e immaginare che ci faranno del male. Possiamo anche percepire  malevolenza  dove non esiste e quindi ripiegare sulle reazioni  di sopravvivenza di attacco-fuga-feezing, tipiche di uno stato della mente minacciato. Se lo stato di minaccia crea dentro di noi una risposta di “attacco” allora cercheremo , per quanto  possibile, di togliere di mezzo l’oggetto.
Il senso di minaccia sopraffà le nostre percezioni. Talvolta ciò avviene a nostro vantaggio come quando “vidi” quel serpente a distanza di pochi passi da mio figlio  su un sentiero di montagna e , solo in seguito, divenni consapevole di aver provato paura.Tuttavia, in altri momenti, lo stesso meccanismo cerebrale può drammaticamente influenzare il modo in cui ci comportiamo nei confronti degli altri.
Studi di imaging” hanno dimostrato che quando ci vengono mostrate fotografie che illustrano pericoli o minacce, come pistole puntate contro di noi o dettagli di un incidente automobilistico letale, i nostri cervelli entrano in uno stato di allerta. Anche quando le immagini vengono mostrate così rapidamente  che non siamo in grado di percepirle coscientemente, queste esposizioni subliminali influenzano i nostri  stati mentali e il nostro comportamento. Questi studi sulla “salienza della morte”hanno dimostratro che con persone “come noi” , diventiamo più generosi e ci prodighiamo di più per prenderci cura del  loro benessere. Esse sono viste come membri del nostro clan, coinquilini della nostra caverna e tendiamo a proteggerli dal danno che  siamo stati subliminalmente condizionati a temere. Se d’altro canto, le persone non  sono “come noi”  con maggiore probabilità tenderemo a trattarle con disdegno e mancanza di rispetto – come se fossero potenziali nemici e come se da essi non potessimo aspettarci altro che danni . Li mettiamo più facilmente al bando, attribuiamo pene più pesanti per ogni loro cattiva azione e li giudichiamo più severamente.

Senza consapevolezza  di questi meccanismi della mente che classificano gli altri come “simili a me” o “non simili a me” nei momenti di paura , la nostra umanità è a rischio. Nel nostro mondo globale, altamente tecnologico e in cui  le informazioni si scambiano con estrema rapidità, non avere la mindsight sufficiente per disattivare questi allarmi automatici, controllati a livello sottocorticale, può avere conseguenze nefaste. 
Quando si attiva il nostro istinto alla sopravvivenza, vengono meno, del tutto o in parte, le nove funzioni prefrontali che Barbara (nota : caso trattato nel libro )aveva perso quando aveva “perso l’anima” e siamo condizionati  a  prendere una spirale discendente. Quando siamo reattivi  regrediamo a comportamenti primitivi senza flessibilità o compassione. Agiamo in modo impulsivo, perdiamo la capacità di bilanciare le nostre emozioni e siamo incapaci di esercitare il giudizio morale. 
Sia il comportamento individuale sia le iniziative politiche possono essere plasmati da queste risposte neurali non consapevoli, da pilota automatico. Invece di essere guidati dalla comprensione e compassione,anche per quelli che ci minacciano, la nostra risposta, senza mindsight è quella di divenire ostili e inflessibili e di perdere la bussola morale. 

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