Chirurgia Refrattiva

Come mantenere e potenziare gli esiti dell’intervento.

Da molti anni svolgo il lavoro di Educazione Visiva su un campione di allievi che va dal bimbo di pochissimi anni all’anziano con limitate risorse visive.
Grazie alla mia competenza ortottica mi sono dedicata da sempre ai disagi dovuti a problemi che riguardano mal di testa , visione confusa, tensioni muscolari , insufficienza di convergenza , fotofobia e altre disagi e da parecchi anni ricevo molte persone che vedono scomparire i risultati della chirurgia refrattiva.

Mi trovo davanti persone deluse, preoccupate e impaurite per ciò che sta avvenendo ai loro occhi !
Sta accadendo loro qualcosa che non riescono a “controllare” !

Spesso si tratta solo di una percezione errata , di una sensazione, di una paura di non vedere di nuovo dopo aver tanto investito in questa importante decisione, per aver affrontato un atto chirurgico così importante e dai risultati meravigliosi: vedere finalmente senza occhiali, senza lenti a contatto : liberi di vedere !
Una conquista meravigliosa !
Spesso, quando questa conquista sfugge dalle mani, scivola via come sabbia tra le dita, ecco che l’ex miope, ora di nuovo miope, si sente in colpa , è spaventato, non si capacita di essere di nuovo al punto di partenza , se non peggio!
Gli aspetti emotivi sono così evidenti che non ho potuto fare a meno di considerarli sopra ogni cosa!
Intanto ho imparato ad accogliere e comprendere l’angoscia che si cela dietro un incontro di questo tipo, il senso di frustrazione che pervade l’animo di chi si sente deluso da una decisione così importante !
Ai miei occhi di Educatrice della Vista la spiegazione è molto semplice poiché so bene quali sono le cause di tutto ciò e mi affretto a spiegarle con molta semplicità.
E’ importante spendere qualche parola per spiegare come si svolge l’atto del vedere, far comprendere le dinamiche muscolari e mentali che hanno provocato la miopia e far percepire forte e chiaro che tali dinamiche restano al di là dell’intervento chirurgico…e continuano a lavorare fino a quando non se ne prende coscienza.

Nella mia esperienza, quando si comprende cosa sta accadendo nel nostro corpo, si acquisiscono immediatamente anche gli strumenti per aiutare noi stessi e migliorare il nostro atteggiamento.

Il mio lavoro si concentra nel dare questi strumenti di comprensione di se stessi in modo da imparare ad usarli quotidianamente per assumere atteggiamenti giusti al posto di quelli sbagliati che si sono continuati a ripetere anche dopo l’intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico praticato sull’occhio, aiuta a vedere meglio ma non interviene sui processi mentali che sono alla base della visione, di questo atto così ricco di aspetti

Spesso l’intervento lavora meravigliosamente sulla visione oggettiva ma questo risultato è limitato nel tempo e a volte non c’è nemmeno lo splendore iniziale!

Sono proprio le tensioni croniche che caratterizzano il peggioramento anche solo pochi anni dopo l’intervento.
Il mio intervento consiste nel trasferire ai miei allievi la capacità di lasciar andare le tensioni attraverso modernissime tecniche di rilassamento di grande efficacia

Questo è solo l’inizio per sbloccare una situazione a volte molto penosa perché mi dedico attentamente alla capacità del paziente di avere un respiro ampio e profondo, suggerisco l’importanza del movimento, della luce e dell’acqua da bere ..che spesso viene assunta in modo insufficiente……o discontinua.
Invito questi occhi operati e stressati a riprendere il movimento attraverso le più moderne tecniche di stretching…

Naturalmente c’è anche un elemento pratico molto importante da tenere presente in tutto ciò… ovvero l’attività trascorsa davanti al videoterminale che ormai caratterizza sempre di più sia l’attività lavorativa che ludica…..
L’occhio davanti al computer ha un campo visivo limitato e i movimenti saccadici sono sempre più lenti e ridotti, l’ammiccamento indispensabile per nutrire, disinfettare, ammorbidire e dissetare l’occhio attraverso la diffusione della lacrima su tutta la superficie oculare viene ridotto al minimo e gli occhi si arrossano, bruciano, accusano fotofobia. A calar della sera questi occhi vedono molto male e sono sempre più tesi.

Bisogna fare qualcosa …infatti, i nostri occhi vogliono …:
– Più luce
– Più acqua
– Più aria
– Più movimento
– Più rilassamento
– Più fiducia
– Meno tensione
– Meno paure
– Meno insicurezza
– Più amore per se stessi e per il meraviglioso mondo che è intorno a loro!

Dr.Laura Canepa
Ortottista
Insegnante Metodo Bates riconosciuta
EFT Ptractinioner
Quick Remap Practitioner
Logosintesi Practitioner